homebrewing malto preparato

Homebrewing: i Malti Preparati

Produrre la birra in casa, in particolare la birra realizzata con i malti preparati, può essere il primo passo per riuscire a diventare dei veri homebrewers.

La produzione della birra mediante gli appositi malti preparati, ossia tramite l’uso degli estratti luppolati, è un sistema ottimo per avvicinarsi all’attività di homebrewing senza assolutamente spendere molto in termini sia di tempo che economici. In questo modo si può acquisire una discreta esperienza e si seguono alcune fasi di produzione casalinga, tra le quali tra le più importanti c’è la fermentazione.

Infatti gli estratti del mosto concentrato si creano a partire da materie prime che vengono lavorate in impianti particolari che sono molto simili a quelle sale di cottura industriali.

Questi successivamente vengono sottoposti a un processo sia di concentrazione che di addensamento: l’estratto liquido che se ne ottiene può essere usato come una base per produrre l’estratto in polvere attraverso un opportuno processo di essiccazione.

Al termine gli estratti in forma liquida sono confezionati nei barattoli e quelli in polvere in apposite buste.

Durante il processo di lavorazione…

Quando si usano i Kit, ossia gli estratti luppolati di malto, nel processo di lavorazione si aggiungono anche le sostanze del luppolo amaricanti, generalmente in forma di estratto.

Molti preparati disponibili in commercio richiedono anche che si aggiunga dello zucchero, poiché si tratta di un materiale che fermenta al 100% e che consente di contribuire a raggiungere la cosiddetta OG, ossia la Original Gravity richiesta dal singolo homebrewer e non apporta delle caratteristiche particolari al prodotto finale sia in termini di dolcezza che di corpo.

È comunque possibile utilizzare differenti varietà di zucchero oppure degli estratti non luppolati, tenendo in considerazione ovviamente le caratteristiche che vogliamo che abbia il prodotto finito: in questo modo si apportano personalizzazioni ai kit.

Per iniziare l’attività di homebrewer con l’uso dei Kit non si richiede un impianto complesso per la produzione casalinga della birra, né strumenti di precisione particolare di tipo professionale, ma basta avere una pentola capiente per la bollitura e un ampio contenitore per il processo di fermentazione.

Ecco di seguito l’attrezzatura di base indispensabile per la produzione di birra con i Kit:

L’attrezzatura dei kit per la birra

  • una pentola capiente in cui si porta l’estratto a bollitura insieme a parte dell’acqua che è necessaria per raggiungere il volume desiderato di birra o quello previsto dal singolo kit.
    Per produrre fino a 23 litri basta una pentola con capienza da 12 a 15 litri (se si vuole però aggiungere altro luppolo bisogna considerare che il volume aumenta perché si forma della schiuma).
  • un fermentatore o dei bidoni di plastica di tipo alimentare, basta che abbiano un coperchio a chiusura ermetica e un rubinetto, utile per il travaso e l’imbottigliamento.
    Si possono usare anche delle damigiane di vetro. I bidoni di plastica possono essere reperiti presso un panificio o una pasticceria, ma devono essere adattati mettendo con rubinetto e facendo un foro per il gorgogliatore.
    Meglio procurarsi due recipienti per poter eseguire un travaso intermedio.
  • un gorgogliatore che è uno strumento in cui si mette una certa quantità d’acqua oppure di liquido sanitizzante, il quale viene collegato al coperchio del bidone o fermentatore che deve essere chiuso ermeticamente.
    Serve a far scaricare l’anidride carbonica formatasi durante la fase della fermentazione e impedisce al tempo stesso che entri aria nel contenitore.
    Come alternativa al gorgogliatore è possibile usare un tubo di plastica che collega il fermentatore con una bottiglia con dell’acqua.
    Si tratta di una soluzione comoda anche per fermentazioni vigorose in cui può fuoriuscire del mosto dal contenitore.
  • un termometro adesivo da applicare sul fermentatore che permette il controllo della temperatura del processo di fermentazione.
  • un densimetro, uno strumento importante che consente la misurazione della densità del mosto al fine di verificare lo stato di fermentazione e il raggiungimento della Final Gravity desiderata.

Altri Strumenti e Prodotti utili

Oltre a questa iniziale attrezzatura occorre anche avere a disposizione attrezzi comuni quali ad esempio un mestolo, dei tubi e un prodotto sanitizzante.

Infatti le operazioni di pulizia sono importanti per la produzione della birra e potrebbero pregiudicare il risultato finale.

Quindi è necessario assolutamente eseguire una corretta sanificazione di tutta l’attrezzatura e anche di quelle parti che vanno a contatto diretto con la birra.

La pentola può non essere sanificata perché il suo contenuto va a ebollizione e garantisce la sterilizzazione.

Un ottimo prodotto “sanitizzante” utilizzato nell’homebrewing è il metabisolfito grazie alla facilità d’uso e al costo contenuto.

Si tratta in realtà di un antimicrobico che blocca alcuni batteri che possono compromettere il processo di fermentazione (nell’uso casalingo è sufficiente).

Il metabisolfito non richiede alcun risciacquo: basta sciogliere 3-4 cucchiaini in 1 litro d’acqua fredda e usare la soluzione per sanificare l’attrezzatura immergendo gli attrezzi piccoli nella soluzione per qualche minuto.

Può essere utile mettere la soluzione in uno spruzzino per usarlo al bisogno sulle superfici interessate.

Per la sanificazione esistono anche molti altri prodotti ma per chi è alle prime armi con l’homebrewing possono risultare complicati e difficili da gestire.

Per quanto riguarda i Malti luppolati per homebrewing, esistono in commercio svariati tipi e marche, tra le quali alcuni di qualità ottima, in genere divisi per tipologia di birra.

Come produrre birra con i Malti Pronti?

Un Kit consiste in uno/due barattoli con estratto luppolato che contiene anche il lievito. In questo modo si può constatare che produrre la birra in casa diventa più economico dell’acquisto di birra e la differenza in termini di qualità è evidente.

La validità dei risultati però è legata a una gestione corretta di tutti gli ingredienti, allo sviluppo fermentativo e alla cura durante tutte le fasi di produzione al fine di evitare eventuali infezioni che possono portare sapori o aromi sgradevoli alla birra finale.

Procedimento

Nei kit comunque sono incluse le istruzioni per la produzione e nel barattolo c’è un estratto concentrato luppolato: per rendere l’estratto fluido e semplice da travasare si consiglia di riscaldare in acqua calda la lattina per 10 minuti.

Quindi preparare una pentola contenente 4/5 litri d’acqua e versare il contenuto della lattina.

Se è richiesto dal kit bisogna anche aggiungere lo zucchero nella quantità necessaria infine bollire il tutto per 5/10 minuti.

Dopo la bollitura raffreddare il tutto velocemente magari ponendo la pentola in acqua fredda. Mentre il mosto si raffredda bisogna sanificare il fermentatore per travasarvi il mosto, aggiungere la quantità d’acqua necessaria e infine inoculare il lievito quando la temperatura è intorno a 20/24 gradi.

Per favorire l’inizio della fermentazione e per avere una resa migliore bisogna reidratare il lievito prima dell’inoculo sanificando un bicchiere e inserendovi 200/300 ml d’acqua a 22/24 gradi per versarvi poi il lievito secco. Questo in poco tempo comincia a creare una leggera schiuma. Poi posizionare in una zona protetta il tutto e coprire con della carta.

Per quanto riguarda il mosto, giunti alla temperatura ottimale, si procede con il travaso nel fermentatore, aggiungendo acqua fino alla quantità desiderata controllando che la temperatura sia adatta all’inoculo del lievito. Poi si ossigena il mosto mescolando con energia e si misura la densità per rilevare l’Original Gravity del mosto.

La Fermentazione della birra

A questo punto si inocula il lievito, si sigilla il fermentatore, aggiungendo il gorgogliatore e si lascia in fermentazione per 15 giorni almeno con un primo travaso dopo 7 giorni per rendere più limpida la birra ed eliminare i lieviti esausti che possono portare aromi sgradevoli. Nel processo di fermentazione è opportuno tenere la temperatura costante anche se a livello casalingo possiamo accontentarci di porre il fermentatore nella cantina o in una zona in cui non ci siano sbalzi di temperatura.

Dopo 7 giorni dal travaso si misura la densità di nuovo per verificare se è terminata la fermentazione e se la Final Gravity è stata raggiunta. Si procede quindi con l’ultimo travaso per eseguire il priming, ossia l’aggiunta dello zucchero ai fini della carbonazione e infine si procede con l’imbottigliamento.

Prima di bere la birra ottenuta attendiamone la maturazione in bottiglia per due mesi circa. La pazienza verrà sicuramente ricompensata dal primo assaggio della birra ottenuta!

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